Posts Tagged 'web marketing'

Superati i 100 download

In questo periodo il tempo libero è decisamente calato e purtroppo Brand 2.0 ne sta subendo le conseguenze. Spero di riuscire presto a riprendere a scrivere con costanza.

Per il momento volevo però fare a tutti voi un grande ringraziamento perchè i download della mia tesi di laurea, “Il tuo nome ti precede”. Corporate Reputation, asset strategico per costruire vantaggio competitivo sui mercati globali, hanno superato il centinaio.

Purtroppo non ho ricevuto molti commenti a riguardo, ma il solo fatto che i download continuano giorno dopo giorno, mi fa pensare bene. Se qualcuno volesse aggiungere qualcosa mi farebbe molto piacere…

Se volete un altro post per i 200 download della tesi la potete sempre scaricare da Box.net. 😉

7 mosse per fare Business con il Web

Fare Business con il web, scacco alla Rete in 7 mosse lo si potrebbe definire un manuale romanzato: attraverso una case history Leonardo Bellini ci accompagna durante l’intero percorso di progettazione della presenza on-line del fantomatico brand Jacques Sport.

Uscito nel maggio 2006, mi è capitato tra le mani solo di recente, ma mi sento di consigliarlo a tutti coloro che, come scrive l’autore, per curiosità, interesse, passione, motivi personali o professionali, intendono avviare un’iniziativa di business on-line in maniera analitica e strutturata.

JS, catena di negozi dedicata a camping, trekking e outdoor, decide di rinnovare la propria immagine di marca e rivolgersi, attraverso la Rete, al giovane metropolitano. Il lettore entrerà insieme a Leo, esperto di comunicazione on-line, all’interno dell’azienda e condividerà con lui informazioni, dubbi, idee e speranze.

Un linguaggio che attraverso il dialogo continuo riesce, in maniera semplice ed accattivante, a condurre il lettore durante le sette fasi che permetteranno al brand di fare scacco alla Rete: Think, Plan, Design, Promote, Interact e Refine.

Se avete ancora dubbi sulla bontà del libro, vi consiglio di dare un’occhiata al sito del volume Fare Business con il Web e a quello dell’autore Leonardo Bellini.

Buona lettura a tutti!

Il mio rimini web marketing event

Sono state davvero due belle giornate quelle passate al Rimini Web Marketing Event, non solo per i contenuti interessanti esposti dai relatori, ma anche grazie alle persone piacevolissime con le quali ho trascorso la seconda giornata. Le relazioni che si vengono ad instaurare e consolidare sono il vero valore aggiunto legato a questi eventi. Peccato non aver partecipato alla cena SEO. 😦

Nel weekend si è parlato dell’evoluzione della Rete in 2.0 e della possibilità per gli albergatori di sfruttarla per attirare nuovi clienti, ma anche e soprattutto per fidelizzare la clientela già acquisita. La percentale di utenti che utilizza il mezzo Internet per servizi relativi a viaggi e soggiorni, come evidenzia la ricerca Istat 2007 sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in Italia, è del 43,4%. Un dato rilevante di cui gli albergatori dovrebbero tener conto nel momento in cui pianificano il proprio comunication mix.

Tanti consigli che hanno messo in luce possibilità e criticità legate alla Rete.

I motori di ricerca, definiti da Piersante Paneghel vero e proprio campo di battaglia sul quale combattere: la necessità di applicare tecniche SEO per il posizionamento organico del proprio sito, attività che porterà vantaggi nel medio-lungo periodo, ma anche di investire nel PpC, in occasione di particolari eventi o promozioni, al fine di essere visibili in momenti appetibili.

L’e-mail marketing per la profilazione e fidelizzazione della clientela. L’off-line come punto di partenza per analizzare i bisogni che potrebbero emergere nei prospect. La on-line reputation come asset strategico di cui avere cura. L’importanza dei portali e delle recensioni che spesso affiancano le offerte. I social network come territori da vivere per comprendere bisogni e divulgare messaggi. Il diritto come regolatore di un mondo che, alle volte, per i più inesperti, appare privo di leggi.

Due righe a parte le vorrei dedicare a Zooppa, social network presentato da Alessandro Cappellotto, luogo d’incontro tra brand che intendono creare una campagna pubblicitaria ed utenti, più o meno esperti, che “giocano” a realizzarla. Un’occasione incredibile per le marche di avvicinarsi al pubblico presente in Rete, ottenere tanti contenuti ed idee, capire la percezione esterna del brand, sfruttare la viralità innescata dai partecipanti, creare con essi una relazione e generare coinvolgimento emotivo. Mettere nelle mani dei consumatori il proprio brand non è facile, ma è questo che il mercato chiede: i risultati che ne possono scaturire sono stupefacenti.

Anche io al Rimini Web Marketing Event!

Sarò presente anch’io, sabato 22 e domenica 23 novembre, al Rimini Web Marketing Event. Il primo evento in cui parteciperò in veste da blogger.

Il programma sembra molto interessante. In particolare presterò molta attenzione agli interventi di Federico Calore e Fabio Sutto: On line Reputation Management: come i navigatori influenzano le scelte degli altri navigatori, filo conduttore della mia tesi e di Piersante Paneghel: Differenze tra i due principali strumenti di marketing sui motori di ricerca: posizionamento naturale o Pay per Click? Pro e contro dei due approcci con esempi pratici e low cost di utilizzo nel settore turistico, sperando di colmare, almeno in parte, le mie lacune in materia. 😉

Un evento che mi permetterà di incontrare, per la prima volta, di persona, blogger con cui ho sempre avuto modo di parlare solo via etere. Sicuramente emozionante.

Mi fa pensare all’alto valore relazionale che strategie di web marketing creano favorendo la costruzione di community on-line, poi riunite nel mondo reale attraverso l’organizzazione di eventi specifici.

Insomma… ci vediamo al Rimini Web Marketing Event!

Monetizzare i propri cinguettii su Twitter

Scorrendo il mio aggregatore leggo su Ikaro il seguene post:  Arriva Il Programma Di Affiliazione Per Guadagnare Con Twitter: MagPie.

Che la pubblicità invadesse anche questo spazio era inevitabile. Come in tutti i casi, la sfida, sarà trovare il giusto equilibrio tra messaggi contenutistici e messaggi pubblicitari.

In questo senso l’impostazione standard, uno su cinque, mi sembra un po’ alta: se anche solo la metà dei vostri contatti, ogni cinque messaggi, ve ne inviasse uno promozionale, gestire le loro comunicazioni, già abbondanti di per se, implicherebbe una sempre crescente perdita di tempo.

Una pubblicità, quella su Twitter, sicuramente più invasiva rispetto alle classiche inserzioni: il messaggio pubblicitario non verrebbe inserito intorno al contenuto, ma diverrebbe l’unico contenuto di quel messaggio.

Fortunatamente però, come spesso accade sul web, i messaggi pubblicitari inviati, sarebbero inerenti agli argomenti trattati dal follower scelto, quindi il più possibile interessanti per i suoi following.

I destinatari del messaggio pubblicitario, su Twitter, avrebbero, inoltre, in mano, un’arma molto forte: qualora un follower divenisse “troppo pesante” basterebbe un click sul tasto remove per smettere di ricevere i suoi messaggi e, di conseguenza, diminuirne l’influenza, quindi il livello di remunerazione.

Tra follower e following si instaurerebbe una sorta di accordo implicito: io continuo a seguirti e ad accettare i tuoi messaggi promozionali, se continui a mandarmi contenuti interessanti.

La pubblicità permette a chi si occupa di contenuti di sopravvivere, non mi sembra giusto recriminarla: permette di leggere a bassi costi, se non gratuitamente, informazioni altrimenti non sempre accessibili. Il problema nasce quando lo spazio concesso è mal gestito: pubblicità poco inerenti o troppo frequenti, fanno perdere interesse al lettore.

I brand, ancora una volta, si trovano ad affrontare una nuova sfida: scrivere messaggi adatti ad un contenitore particolare come Twitter.

Brand sempre più multimediali

In queste settimane ho dovuto lasciare un po’ in disparte il mio blog ma ora eccomi qua per parlarvi del sempre più intenso rapporto che lega video ed impresa.

Il pdf realizzato da Paola Dubini, Network business tv Bocconi, illustra molto chiaramente come l’azienda possa sfruttare lo strumento video per promuovere se stessa, il proprio brand, i suoi prodotti e stile di vita.

Brand che reinventano la televisione offrendo, on demand, video informativi, educativi o ludici. Filmati che possono essere pubblicati all’interno di altri strumenti web, come blog e social network, oppure su un proprio canale, aperto su sistemi di video sharing, come You Tube, o piattaforme, come Joost.

Businnes, Web e Brand TV permettono alla marca di comunicare, attraverso il formato video, con stakeholder, clienti finali, partner esterni e collaboratori interni.

Mi trovo però d’accordo con Fabio Sutto quando scrive che il video si scontra con l’ipertestualità e la velocità di consultazione tipica del Web e che quindi, il suo utilizzo migliore, è legato all’intrattenimento. Video brevi che colpiscono lo spettatore e lo portano a farsi promotore di quel contenuto, più o meno informativo che sia.

L’interattività, prerogativa del www, realizzabile, in questo caso, dando all’utente la possibilità di commentare, condividere e pubblicare video di risposta, offre ai brand la possibilità di costruire un ulteriore territorio relazionale nel quale coinvolgere e creare con gli stakeholder un rapporto empatico, che permette ad entrambi di soddisfare i propri bisogni, collaborando alla co-creazione di valore. Pubblicare video autoreferenziali, per i brand, significherebbe utilizzare un sistema di comunicazione come semplice canale informativo, quindi sprecare una grande opportunità di dialogo.

Privacy su Internet, cosa ne pensate?

Pochi giorni fa su Pandemia leggo dell’arrivo di FoolDNS

un progetto che punta a minacciare seriamente il tracciamento degli utenti (statistiche incluse) e tutta la pubblicità che appare sul web. (leggi il resto…)

La questione della Privacy su Internet è un argomento delicato in quanto influenza enormemente il mercato della Rete, pensate ad esempio a quanti danni subirebbe il gigante Google il cui businness è basato essenzialmente sul possesso di informazioni. Provate ora ad immaginare i cambiamenti che apporterebbe alle strategie di pianificazione marketing… Il mondo della pubblicità sul web subirebbe profonde modifiche, come anche gli strumenti destinati alla rilevazione delle visite: magari ottieni dati quantitativi ma non qualitativi, fino ad oggi punto di forza della Rete.

Di cambiamenti apocalittici penso però non ne sentiremo parlare. Il tanto chiacchierato Web 2.0, i social network, le conversazioni su blog e forum, si basano proprio sulla riconoscibilità dell’altro e sulla voglia di creare relazioni, più o meno durature che siano.

Certo è che la privacy è importante e che su Internet, adesso come adesso, è davvero difficile salvaguardarla, spesso buon motivo, per le persone più scrupolose, per mantenersi a dovuta distanza.

Il mio professore di media, quindi non uno sprovveduto del settore, a lezione sottolineava spesso le sue remore rispetto agli utilizzi che in un futuro sarebbero stati fatti di tutti questi dati che le persone un po’ per ingenuità, un po’ per abitudine, mettevano a disposizione di grandi multinazionali. Come dargli torto?

FoolDNS e tutte le funzioni anti tracciamento inserite nei nuovi browser sono quindi, a mio parere, una giusta alternativa offerta agli utenti che, qualora lo vogliano, potranno “farsi vedere”, altrimenti “nascondersi”. Vedremo come evolverà la cosa…


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