Posts Tagged 'corporate reputation'

Superati i 100 download

In questo periodo il tempo libero è decisamente calato e purtroppo Brand 2.0 ne sta subendo le conseguenze. Spero di riuscire presto a riprendere a scrivere con costanza.

Per il momento volevo però fare a tutti voi un grande ringraziamento perchè i download della mia tesi di laurea, “Il tuo nome ti precede”. Corporate Reputation, asset strategico per costruire vantaggio competitivo sui mercati globali, hanno superato il centinaio.

Purtroppo non ho ricevuto molti commenti a riguardo, ma il solo fatto che i download continuano giorno dopo giorno, mi fa pensare bene. Se qualcuno volesse aggiungere qualcosa mi farebbe molto piacere…

Se volete un altro post per i 200 download della tesi la potete sempre scaricare da Box.net. 😉

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La pubblicazione della mia tesi

E dopo le slide, questa è la volta della tesi vera e propria. Per chi non se lo ricordasse (anche perchè è abbastanza lungo) il titolo della tesi è “Il tuo nome ti precede”. Corporate Reputation, asset strategico per costruire vantaggio competitivo sui mercati globali.

Scegliere dove pubblicarla non è stato facile. All’inizio ho cercato tra le diverse applicazioni che offre la Rete ritrovandomi sempre di fronte a servizi che richiedevano pagamenti, o da parte mia per pubblicarla, o da parte di chi avrebbe voluto leggersela integralmente.

Molto dubbiosa sul da fare ho deciso allora di  chiedere consiglio su FrienFeed e subito mi hanno risposto Adriano, Michele ed Enzo, che ringrazio. Alla fine la mia scelta è quindi caduta su Box.net, in particolare sulla sua offerta di spazio gratuito con Box Lite.

Ma non è finita qui. Tutti i siti che parlavano di Box Lite rimandavano al sito Box.net ed io da qui non riuscivo (e non riesco tutt’ora) a trovare il link a Lite. Questa volta però mi sono “arrangiata” e ho chiesto aiuto attraverso la chat, mediante la quale un operatore mi ha prontamente risposto inviandomi il link al servizio Lite.

Insomma, è stata dura ma ce l’ho fatta: eccovi la mia tesi (che inserirò anche tra i widget).

Adesso tocca a voi, fatemi sapere cosa ne pensate! 😉

Riassumiamo: i Social Media e la Corporate Reputation

Finalmente ci siamo: giovedì 19 mattina mi laureo! 🙂

Brand 2.0 è un blog nato dalla volontà di dimostrare come i social media siano territori capaci di creare, sviluppare e migliorare le relazioni tra i brand e i loro stakeholders. Un’esperienza di personal branding che in oltre sette mesi di vita è riuscita a confermare quanto a inizio tesi avevo solo potuto ipotizzare a fronte di studi teorici: se in questo arco di tempo sono infatti stata in grado di costruire una mia immagine e reputazione online, lo stesso possono fare i brand, investendo nel sempre più importante capitale relazionale.

Ringrazio quindi tutti coloro coi quali ho avuto modo di conversare ed intrecciare relazioni più o meno profonde in questi pochi ma intensi mesi di attività online. Persone che mi hanno permesso di comprendere il mondo del web 2.o e di appassionarmici.

Questo però non è un addio: quando si inizia a vivere la Rete ce ne si innamora per cui Brand 2.0 rimane la mia “seconda casa”.

Sotto una breve presentazione della mia tesi: “Il tuo nome ti precede”. Corporate Reputation, asset strategico per costruire vantaggio competitivo sui mercati globali.

Buona lettura!

Le conversazioni sul web

Quando dovete fare un acquisto a chi vi rivolgete? Amici, familiari o semplici conoscenti possono offrire consigli utili ma oggi esiste un’altra possibilità veloce, economica ed efficace: la ricerca su Internet.

L’indagine “Online Communities and Their Impact on Business: Ignore at Your Peril” effettuata nel Settembre 2008 dal Rubicon Consulting in America, rileva infatti che recensioni e commenti degli utenti online influenzano profondamente le decisioni d’acquisto degli internauti, seconde solo al tanto rinomato passaparola.

In fondo della medesima cosa si tratta: recensioni e commenti online non sono altro che la proiezione nel mondo virtuale delle opinioni dei consumatori, prima possibili unicamente nella vita reale. D’altro canto però le capacità del mezzo permettono alle informazioni di arrivare da un numero esponenzialmente più alto di persone, spesso raggruppate intorno all’argomento d’interesse dell’utente, e di far si che le parole permangano sulla Rete per un periodo infinitamente lungo di tempo.

Il titolo dell’indagine “Le comunità Online e il loro impatto sul Business: ignoralo a tuo pericolo”, dovrebbe da solo allarmare chiunque possieda un’attività e non si sia mai preoccupato di ascoltare le conversazioni che avvengono sulla Rete. Se le persone che recensiscono prodotti online sono infatti un “piccolo” gruppo di entusiasti, è decisamenete più alto il numero di consumatori che si collegano per leggere le loro opinioni.

La ricerca condotta nel maggio 2008 da Sems e OTO Research, utilizzo dei motori in Italia lo conferma: l’83% degli italiani online utilizza i motori di ricerca per trovare informazioni decisive per un acquisto e il 91% di questi, una o più volte, ha deciso l’acquisto di un prodotto o di un servizio basandosi sulle informazioni ottenute attraverso i motori di ricerca.

Un personal media che permette una comunicazione a due vie offrendo all’utente quello che Massarotto definisce potere editoriale diffuso.

Internet sta entrando più o meno prepotentemente nelle vite delle persone, le aziende devono prenderne atto e comprendere le ripercussioni che il mezzo sta portando, e sempre più porterà, al proprio business. Le persone non si possono zittire. Ascoltare i loro feedback ed offrire alle conversazioni uno spazio dove poter crescere in maniera costruttiva, è la scelta migliore che le aziende possono compiere.

Sergio Sarnari è salvo! e la Mosaico Arredamenti?

La Mosaico Arredamenti non ha portato avanti la querela contro Sergio Sarnari. Denuncia che aveva fatto discutere l’intera blogosfera.

Un brand che ha testato in prima persona la forza del web 2.0 rimettendoci “la faccia”: se quando le cose vanno bene non è facile capire il valore di una buona reputazione online, quando viceversa accadono vicende come questa è molto facile comprendere i danni subiti dalla marca.

I molti blogger che avevano firmato la lettera indirizzata alla Mosaico Arredamenti, avevano promesso di dare visibilità all’eventuale scelta dell’azienda di non dar seguito alla denuncia, permettendo al brand di risollevare in parte la propria reputazione. Ad oggi digitando Mosaico Arredamenti su Google la situazione è ancora grave. Vedremo se cambierà qualcosa ma di certo l’azienda dovrà impegnarsi ancora molto.

La reputazione di un brand, come quella di un individuo, si costruisce con tempo e dedizione. Distruggerla è un secondo: basta sbagliare una volta per rovinare il lavoro di tutta una vita. Riconquistare la fiducia degli altri non è un’operazione semplice.

Se è vero però che “sbagliando s’impara”, forse capiterà ancora di conversare sulla Mosaico Arredamenti, magari questa volta per una sua “mossa azzeccata”.

Prendere parte alle conversazioni online

Continuo la pubblicazione di parti della tesi. In realtà questo paragrafo, riassunto delle fasi che i brand dovrebbero seguire per prendere parte alle conversazioni online, è stato eliminato. Motivo in più per proporlo in questo spazio.

Nel Cluetrain Manifesto si legge: i mercati sono conversazioni. La Rete, essendo anch’essa conversazione, permette agli individui di dialogare annullando tempi, distanze e costi. Il risultato è che i mercati stanno diventando più intelligenti, più informati, più organizzati. Partecipare a un mercato in rete cambia profondamente le persone generando nuove forme di organizzazione sociale e un nuovo scambio della conoscenza.

Le conversazioni trovano nei social media, ovvero tutte quelle applicazioni che permettono l’incontro fra utenti, un territorio perfetto per il loro proliferare.

ascoltare

A fronte di questa evoluzione continua le aziende, così come i singoli, devono organizzarsi e prenderne parte alle conversazioni. In questo percorso di avvicinamento, l’ascolto è il primo passo da compiere: un lavoro costante di ricerca e monitoraggio che, come già detto, può essere gestito in autonomia o attraverso terzi. Le attività svolte sui social media implicano costanza, impegno e dedizione: risorse decisamente differenti da quelle meramente economiche, solitamente investite dall’azienda in ambito pubblicitario. La velocità con cui è possibile comunicare in Rete si va quindi a scontrare, paradossalmente, con la lentezza con cui si vengono ad instaurare e consolidare le relazioni.

Il secondo passo da affrontare, dopo avere imparato da chi, dove e perché il proprio brand viene menzionato, è dare risposte. Chiarezza e trasparenza sono le strade da intraprendere: ringraziare, togliere curiosità, risolvere problemi e, qualora sia necessario, invitare ad un confronto più approfondito in altre sedi, permettono al brand di instaurare dialoghi costruttivi coi consumatori e di dimostrare al popolo della Rete la propria disponibilità.

costruire

Il terzo ed ultimo passo consisterà, invece, nel costruire uno o più spazi personali, espressione massima della propria soggettività e punto di riferimento per tutte le conversazioni inerenti il brand. Un territorio che permetta alla marca di dare un’idea ottimizzata di sé, offrendo ai consumatori la possibilità di reperire informazioni e comunicare con essa. Presenza che, inoltre, permette di intervenire in modo efficace nelle conversazioni esterne, attestando la veridicità della provenienza della propria risposta ed accompagnando i lettori all’interno del proprio spazio.

E voi, quali fasi avete seguito per entrare nella “parte abitata della Rete”?

Corporate Reputation, le aziende e la loro reputazione

La mia tesi, Il tuo nome ti precede”.  Corporate Reputation, asset strategico per costruire vantaggio competitivo sui mercati globali, procede. Ve ne posto un altro paragrafetto che continua il discorso di Reputation 2.0, siamo quello che gli altri dicono. Buona lettura.

La reputazione di una organizzazione è il giudizio complessivo dato da coloro che in modo diretto o indiretto ne influenzano l’operato. La consapevolezza del valore che la corporate reputation ha per un’azienda negli ultimi anni è aumentata vertiginosamente. Comportamenti etici, trasparenza, qualità dei processi e delle relazioni, oggi più che mai, dovrebbero essere alla base di qualsiasi piano di marketing e rappresentare asset strategico per costruire vantaggio competitivo sui mercati globali. Un costante monitoraggio e un’attenta gestione della propria reputazione rappresentano attività importanti per costruire, mantenere o rafforzare il consenso dei diversi interlocutori sociali.

Come sostiene Allegrini “l’entità del danno che un comportamento errato può apportare alla reputazione di un’azienda è tanto più alto quanto il suo settore di riferimento o le sue caratteristiche fanno leva su valori immateriali, quali l’immagine, la fiducia e la creatività”.

Oggi, per parlare al mondo, non è più necessario lavorare all’interno dei media mainstream, avere particolari licenze o chiedere permessi. Basta pubblicare il proprio pensiero in un angolo dell’immensa Rete sperando che, qualora accettato e condiviso, ottenga risonanza e produca risultati
La reputation 2.0, ovvero le conversazioni che hanno luogo sulla Rete, devono essere tenute costantemente sotto controllo.

Che si tratti di mondo virtuale o reale i consumatori si scambiano continuamente idee, esperienze e storie, vissute in prima persona o raccontate loro da qualcun altro. Il valore riconosciuto alle parole pronunciate da persone comuni e soprattutto disinteressate, è sempre maggiore di quello attribuito alle comunicazioni aziendali. Il passaparola è un virus e si propaga in tempi e luoghi imprevedibili. Controllarlo e gestirlo è un “dovere” del brand: nell’arco di poco tempo potrebbe apportare all’azienda enormi benefici, quanto disastrose perdite.

La reputazione è un processo in continua evoluzione, alla cui formazione partecipano diversi soggetti, alcuni più incisivamente, come giornalisti e opinion leader, altri meno, come i consumatori passivi.
La reputazione non può quindi, per sua natura, essere semplicemente costruita a tavolino dagli esperti della comunicazione e divulgata attraverso i media.

Pianificare una corporate reputation, per un’azienda, significa decidere cosa e come comunicare ai propri pubblici di riferimento. Conoscere il posizionamento del brand nella mente dei consumatori e seguire standard di Corporate Governance sono punti di partenza importanti per pianificare una comunicazione efficace. L’insieme dei messaggi inviati dal brand saranno infatti pretesto di dialogo per i pubblici esterni che pian piano andranno a delinearne, più o meno direttamente, la reputazione.

Pianificare una corporate reputation è quindi possibile, ma importante sarà monitorarla ed evolvere con essa. Solo attraverso un costante impegno comunicativo e relazionale si otterranno buoni risultati.

fonte immagine Download Blog.it


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