Archive for the 'strumenti web per le aziende' Category

Immaginando il futuro

Le parole non servono…

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Esercito e social media

Ieri mattina per la prima volta mi sono trovata “dall’altra parte della scrivania “: ho tenuto presso la caserma di Pesaro una lezione sui social media, naturalmente sotto la supervisione del mio ex relatore, Marcello Zeppa, che ha organizzato l’intero corso di formazione.

E’ stata davvero una bella eperienza. Mi è stata fatta notare una postura che denotava timidezza ma per il resto direi che è andato tutto bene. (naturalmente i commenti dei partecipanti sono ben accetti 😉 )

Sotto le slide che ho preparato per l’incontro. Nella prima parte mi concentro più sulle motivazioni che dovrebbero spingere l’esercito italiano ad essere presente online, mentre nella seconda l’approcio è decisamente più pratico e riguarda la costruzione di un blog con la piattaforma WordPress.com.

Una precisazione rispetto una domanda che mi è stata posta sulla possibilità di creare un blog in due lingue differenti. Ho guardato un po’ come si comportano gli altri blog e direi che se volete avere pieno controllo sulle traduzioni (come immagino vista l’importanza di una buona comunicazione nel vostro lavoro) e magari scrivere anche contenuti differenti (visti i divesi target cui vi rivolgete), conviene crare due blog, magari accomunati dalla grafica e legati attraverso link. Altrimenti, come avevo supposto anche a lezione, Wordpess.org (non .com) offre un plugin gratuito, Global Translator, che traduce ed indicizza in automatico il tuo blog in 41 differenti lingue, tra cui anche l’arabo.

Per ulteriori domande sono a vostra disposizione, come immagino lo saranno anche i miei lettori.

Grazie e buon lavoro.

Sitonomy sottopone siti ai “raggi x”

Se siete del mestiere o Internet è la vostra passione chissà quante volte vi sarete chiesti di fronte ad un sito che funziona quali strumenti vengano utilizzati dai suoi amministratori.

Leggendo il blog di Gianluigi Zarantonello vengo a scoprire dell’esistenza di Sitonomy, un’applicazione web che permette di analizzare l’anatomia di un sito, ovvero di scoprire come è realizzato.

E se è vero che guardando s’impara, il sito può rivelarsi davvero utile per tutti coloro che vogliono capire quali servizi per siti e blog sono disponibili on-line. Sitonomy oltre a rivelare cms, sistemi di gestione degli annunci pubblicitari, widget integrati, sottoscrizioni e strumenti di statistica, informa l’utente sulla percentuale d’utilizzo del servizio e su quali alternative il mercato offre. Basta inserire  l’indirizzo del sito che si vuole analizzare e il gioco è fatto.

“Anatomizzando” il blog di Gianluigi ho ad esempio scoperto che utilizza Add This, un servizio che offre il codice da inserire all’interno del proprio blog per la condivisione di contenuto. Un servizio che avevo cercato non appena aperto il blog e che non ero riuscita a trovare. Ora, grazie a Sitonomy, oltre a conoscere AddThis, sono al corrente anche delle sue alternative. Ed eccolo qua, il mio bottone per la condivisione di contenuti. Avrei voluto installare il plug in di wordpress ma è possibile solo sulla piattaforma wordpress.org. Ci accontentermo 😉

SpesaFacile.com: risparmi tempo e denaro

Da brava forlivese mi sembra giusto dare visibilità a idee valide nate nel mio territorio. SpesaFacile.com, generata all’interno dell’agenzia Enreal, in collaborazione con Adiconsum, è una di queste.

Su Spesafacile è possibile confrontare le offerte di un prodotto o una marca presenti nei supermercati, vedere le offerte in assoluto più convenienti nella propria provincia o all’interno della stessa catena distributiva. Un sito che permette all’utente di costruirsi un “percorso di spesa” conveniente in maniera facile e veloce, risparmiando tempo e denaro.

Alcuni numeri su SpesaFacile: prodotti inseriti 54.513; marche inserite 2.133; utenti iscritti 682; supermercati censiti 402.

Un’unica osservazione: le videoguide sono un po’ lente. Forse questo permetterà anche ai meno esperti di avvalersi di questo servizio, ma inserire a fianco di ogni video una breve descrizione testuale potrebbe essere una valida alternativa per chi ha poco tempo o non ha bisogno di guardare passo per passo il funzionamento del sito.

Servizi come questo, capaci di emancipare il consumatore, imporranno alle grandi catene distributive di rivedere le proprie strategie di marketing in un’ottica di maggiore trasparenza e competitività.

Il web apporta continue modifiche alla vita delle persone e delle aziende. Questo è uno di quei casi.

La mia presenza in Rete aumenta

Un articolo leggermente autoreferenziale: oggi è stato pubblicato il mio primo post scritto per OnlineMarketingBlog, Costruire una lista di email profilate.

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Da oggi rientro ufficialmente tra gli autori. Un grazie particolare a Fabio per l’offerta!

Il mio rimini web marketing event

Sono state davvero due belle giornate quelle passate al Rimini Web Marketing Event, non solo per i contenuti interessanti esposti dai relatori, ma anche grazie alle persone piacevolissime con le quali ho trascorso la seconda giornata. Le relazioni che si vengono ad instaurare e consolidare sono il vero valore aggiunto legato a questi eventi. Peccato non aver partecipato alla cena SEO. 😦

Nel weekend si è parlato dell’evoluzione della Rete in 2.0 e della possibilità per gli albergatori di sfruttarla per attirare nuovi clienti, ma anche e soprattutto per fidelizzare la clientela già acquisita. La percentale di utenti che utilizza il mezzo Internet per servizi relativi a viaggi e soggiorni, come evidenzia la ricerca Istat 2007 sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in Italia, è del 43,4%. Un dato rilevante di cui gli albergatori dovrebbero tener conto nel momento in cui pianificano il proprio comunication mix.

Tanti consigli che hanno messo in luce possibilità e criticità legate alla Rete.

I motori di ricerca, definiti da Piersante Paneghel vero e proprio campo di battaglia sul quale combattere: la necessità di applicare tecniche SEO per il posizionamento organico del proprio sito, attività che porterà vantaggi nel medio-lungo periodo, ma anche di investire nel PpC, in occasione di particolari eventi o promozioni, al fine di essere visibili in momenti appetibili.

L’e-mail marketing per la profilazione e fidelizzazione della clientela. L’off-line come punto di partenza per analizzare i bisogni che potrebbero emergere nei prospect. La on-line reputation come asset strategico di cui avere cura. L’importanza dei portali e delle recensioni che spesso affiancano le offerte. I social network come territori da vivere per comprendere bisogni e divulgare messaggi. Il diritto come regolatore di un mondo che, alle volte, per i più inesperti, appare privo di leggi.

Due righe a parte le vorrei dedicare a Zooppa, social network presentato da Alessandro Cappellotto, luogo d’incontro tra brand che intendono creare una campagna pubblicitaria ed utenti, più o meno esperti, che “giocano” a realizzarla. Un’occasione incredibile per le marche di avvicinarsi al pubblico presente in Rete, ottenere tanti contenuti ed idee, capire la percezione esterna del brand, sfruttare la viralità innescata dai partecipanti, creare con essi una relazione e generare coinvolgimento emotivo. Mettere nelle mani dei consumatori il proprio brand non è facile, ma è questo che il mercato chiede: i risultati che ne possono scaturire sono stupefacenti.

Monetizzare i propri cinguettii su Twitter

Scorrendo il mio aggregatore leggo su Ikaro il seguene post:  Arriva Il Programma Di Affiliazione Per Guadagnare Con Twitter: MagPie.

Che la pubblicità invadesse anche questo spazio era inevitabile. Come in tutti i casi, la sfida, sarà trovare il giusto equilibrio tra messaggi contenutistici e messaggi pubblicitari.

In questo senso l’impostazione standard, uno su cinque, mi sembra un po’ alta: se anche solo la metà dei vostri contatti, ogni cinque messaggi, ve ne inviasse uno promozionale, gestire le loro comunicazioni, già abbondanti di per se, implicherebbe una sempre crescente perdita di tempo.

Una pubblicità, quella su Twitter, sicuramente più invasiva rispetto alle classiche inserzioni: il messaggio pubblicitario non verrebbe inserito intorno al contenuto, ma diverrebbe l’unico contenuto di quel messaggio.

Fortunatamente però, come spesso accade sul web, i messaggi pubblicitari inviati, sarebbero inerenti agli argomenti trattati dal follower scelto, quindi il più possibile interessanti per i suoi following.

I destinatari del messaggio pubblicitario, su Twitter, avrebbero, inoltre, in mano, un’arma molto forte: qualora un follower divenisse “troppo pesante” basterebbe un click sul tasto remove per smettere di ricevere i suoi messaggi e, di conseguenza, diminuirne l’influenza, quindi il livello di remunerazione.

Tra follower e following si instaurerebbe una sorta di accordo implicito: io continuo a seguirti e ad accettare i tuoi messaggi promozionali, se continui a mandarmi contenuti interessanti.

La pubblicità permette a chi si occupa di contenuti di sopravvivere, non mi sembra giusto recriminarla: permette di leggere a bassi costi, se non gratuitamente, informazioni altrimenti non sempre accessibili. Il problema nasce quando lo spazio concesso è mal gestito: pubblicità poco inerenti o troppo frequenti, fanno perdere interesse al lettore.

I brand, ancora una volta, si trovano ad affrontare una nuova sfida: scrivere messaggi adatti ad un contenitore particolare come Twitter.


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