Il digital divide, un problema da risolvere…

Il problema è molto sentito e ne sono una prova i tantissimi siti, blog e forum che ne discutono. Sto parlando di Digital Divide.

Le aziende dovrebbero stare molto attente a questo genere di difficoltà: se le persone non possono connettersi gli sforzi fatti in Rete produrranno minori risultati, inoltre bisogna analizzare se il proprio target è, proprio per questi ostacoli, raggiungibile o meno sul web.

Come si legge su Wikipedia il DD è

[…] il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie e chi no […] vi è consenso nel riconoscere che condizioni economiche, di istruzione e, in molti paesi, l’assenza di infrastrutture siano i principali motivi di esclusione.

Leggo poi un’intervista pubblicata da Punto Informatico lunedì 21 Luglio, in cui Pezzotta parla di rischio di

creazione di una classe sociale di serie A che vive in città connesse, una classe sociale di serie B che vive in un territorio in abbandono perché non connesso.

Direi che tutti siamo ormai consapevoli della necessità della banda larga a livello nazionale tanto da definire la connessione un diritto del cittadino, tanto quanto la distribuzione di energia, acqua o il mantenimento dell’infrastruttura stradale.

Il problema è sentito ovunque, anche in America, dove, nonostante l’indiscussa superiorità, è stata lanciata l’iniziativa InternetForEveryone.org. Per rimanere competitivi all’interno di un mercato globalizzato e veloce come il nostro è impossibile non utilizzare Internet o anche solo servirsi di una connessione lenta.

In Gran Bretagna stanno cercando di diminuire il Digital Divide attraverso la distribuzione di computer gratuiti alle famiglie che ne hanno bisogno, il cui reddito non ne consente l’acquisto e il mantenimento di una connessione ad Internet, e che nondimeno potrebbero giovarsi e fruire della Società dell’Informazione. (leggi il resto…)

In Italia è stato creato un forum antidigitaldivide.org dove poter discutere dell’argomento, ma in realtà se ne parla un po’ ovunque.

Particolarmente toccante è stato, sempre su Punto Informatico, leggere di Fabio P., ragazzo 29enne affetto da distrofia muscolare, e della sua impossibilità di collegarsi attraverso banda larga ad Internet, rimanendo così privato del suo mondo. Ora questo problema è stato risolto ma direi che c’è ancora tanto da lavorare.

Qualsiasi cosa dicano, politici o operatori telefonici, su quello che hanno intenzione o meno di fare  non è giustamente creduto, essendo ormai anni che ci viene raccontata la stessa favola. Il 9 Marzo 2006, ad esempio, si leggeva su PI, ADSL: entro il 2008 la copertura totale, per Telecom l’obiettivo era arrivare a coprire il 98% della popolazione… Abbiamo bisogno di fatti!

Il governo dovrebbe fare di più, non può lasciare che siano gli operatori a decidere, in base ovviamente ai loro ritorni economici, dove e a chi dare la possibilità di connettersi.

La connessione è un diritto del cittadino e in quanto tale va garantito!

Questa è l’idea che mi sono fatta del DD leggendo qua e là per la Rete. Essendo però un argomento tanto importante quanto complicato nelle sue sfaccettature, pregherei chiunque avesse altre informazioni, punti di vista o fonti attendibili da sottopormi, di comunicarmelo così da poterne discutere nel modo migliore all’interno della mia tesi. Grazie anticipatamente.

3 Responses to “Il digital divide, un problema da risolvere…”


  1. 1 flavia85 luglio 24, 2008 alle 2:36 pm

    Proprio oggi, 24 Luglio, leggo, sempre su PI della nuova idea di Telecom Italia per “rendere il servizio ADSL presente in modo sempre più capillare sul territorio nazionale”. ADD, Associazione AntiDigitalDivide, spiega però che le soluzioni presentate saranno “un intervento all’acqua di rose fatto solo per non spendere di più e per far felici azionisti e sbandieratori di statistiche”.
    Per i dettagli vi rimando all’articolo: http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2367861

  2. 2 Blogger di rete luglio 24, 2008 alle 6:21 pm

    Per superare il digital divide c’è solo un modo secondo me: eliminare completamente il cavo. Solo con le connessioni senza fili possiamo davvero cambiare le cose.

    Il cavo, inteso come doppino, marcisce sotto le nostre strade, non consente facili interventi di manutenzione (permessi al comune per gli scavi, costose operazioni di rifacimento, impiego di operatori/manovali, affitto attrezzi di scavo) e soprattutto non permette quella mobilità che ormai il mercato chiede.

    Ma tra il dire e il fare, come sempre, purtroppo c’è di mezzo il mare.

  3. 3 flavia85 luglio 30, 2008 alle 11:59 am

    ti do pienamente ragione. Ho trovato questo sito http://wireless.iport.it/ che spiega molto bene problemi e vantaggi del wi fi.

    Riguardo al futuro della connessione senza fili in Italia parla di rete WiMAX (http://wireless.iport.it/wi-max.html). Già la prima illusione di una connessione gratuita è però svanita con la vendita delle frequenze… speriamo almeno riesca a coprire le zone colpite dal Digital Divide.

    Il nostro governo proprio non riesce a capire i vantaggi che nel medio-lungo periodo potrebbe portare una connessione gratuita e accessibile a tutti. Noi della blogosfera ne parliamo tanto ma a quanto pare in pochi ci ascoltano…


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Add to Technorati Favorites

My del.icio.us

Recent Readers

View My Profile View My Profile View My Profile View My Profile
Internet Blogs - Blog Catalog Blog Directory
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: