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Il marketing si fa sempre più virale

USB wine

fonte Marco Camisani Calzolari

Buzz + Marketing esperienziale

Dopo avervi parlato dell’accoppiata Buzz + CSR, voglio raccontarvi di un’azione sempre di buzz marketing, associata però questa volta al marketing esperienziale. Si tratta della campagna di Escada che per il lancio della sua nuova fragranza Incredible Me, ha organizzato attraverso Buzz Paradise una giornata da sogno per poche prescelte blogger belghe.

Lo scopo era farle sentire incredibili, come solo Escada può fare e se fossi stata nei loro panni in effetti mi sarei sentita tale. Prima portata in un salone di belezza, poi protagonista di scatti fotografici, quindi scortata ad una presentazione privata della fragranza e per finire ad una festa. Il tutto rigorosamente in limousine.

Ma quando le parole non bastano a spiegare l’esperienza, le immagini ci vengono in soccorso:

Cosa avranno raccontato queste blogger ai fedeli lettori, alle ragazzine in cerca di un nuovo profumo o più semplicemente ad amici e conoscenti? La risposta la lascio a voi…

fonte vanksenculturebuzz

Buzz + CSR, un’accoppiata vincente

Il brand di cui voglio parlarvi oggi è Häagen-Dazs, azienda americana operante nel settore della gelateria. Praticamente sconosciuta in Italia, probabilmente per la nostra esperienza nel campo, ma affermata a livello internazionale, l’azienda, per differenziarsi dalla concorrenza, punta sul made like no other, sottolineando l’utilizzo di ingredienti naturali e il processo di lavorazione artigianale.

Piccola presentazione per parlarvi però, ovviamente, della sua ultima campagna pubblicitaria: Häagen-Dazs Loves Honey Bees.

Häagen-Dazs rivela che il 40% dei suoi gusti vengono prodotti utilizzano il miele delle api, insetto il cui tasso di mortalità sta aumentando in maniera allarmante. Ed ecco da dove nasce questa campagna di sensibilizzazione che sta riscuotendo grande successo per la Rete.

Come anticipato nel titolo, si tratta di un’operazione di Corporate Social Responsibility promossa, o meglio basata, sul Buzz Marketing. Il fine della campagna è infatti quello di aumentare la conoscenza su quanto sta accadendo. Il sito creato ad hoc e il video caricato su You Tube stanno svolgendo bene il loro lavoro: entrambi ben fatti ed insoliti nel loro genere, sono riusciti ad attirare l’attenzione delle persone e a mettere in moto il tanto amato passaparola.

Sul sito nella sezione come puoi aiutare? è possibile scaricare ed inviare ad amici il seed paper, documento in cui vengono fornite informazioni tanto sul problema, quanto sul modo migliore per affrontarlo. E’ inoltre possibile creare la propria ape personalizzata per poi farla volare, via mail, in cerca d’aiuto o scaricare nella sezione store wallpaper e screensaver, piuttosto che acquistare le magliette Help the Honey Bees dando così il proprio contributo alla ricerca.

Una delle prime regole da seguire quando si decide di prendere la strada etica è di impegnarsi in un settore strettamente legato all’azienda o all’ambiente nel quale opera. La scelta non verrà così letta come l’ennesima trovata pubblicitaria. Häagen-Dazs l’ha rispettata alla lettera!

La Corporate Social Responsibility è uno dei nuovi così detti territori della marca. Farsi conoscere e al contempo migliorare la propria reputazione sono obiettivi alla base di ogni strategia di comunicazione e con questo strumento sono entrambi raggiungibili. Un po’ come il progetto Nike di cui vi ho parlato pochi giorni fa: promuovere un nuovo prodotto, creare un evento, ma soprattutto fare beneficenza…

La Rete, per la CSR, è davvero una valida alleata!

Viral Video che gira, proprio come la tazza del suo wc…

Ecco un bel video virale per un’azienda che si occupa di prodotti e soluzioni per il bagno, la CWS.

Il video funziona: io l’ho visto su DigitalMarketingLab, che l’aveva visto su SocialMediaToday,… e chissà quante altre strade avrà preso!

WOM, Buzz e Viral marketing: qual è la differenza?


Mi stavo chiedendo quale fosse la differenza tra Word of Mouth, Buzz marketing e Viral marketing. Tre parole molto in voga di questi tempi, soprattutto nella blogosfera.

Mi sono posta più volte questa domanda ma ho sempre trovato molta confusione e un’unica certezza: che fossero tutte tecniche di marketing basate sul Passaparola.

Questa volta mi è andata meglio e ho trovato questo interessantissimo articolo di Barbara Trotta:

La Word of Mouth Marketing Association (WOMMA) parla semplicemente di word-of-mouth marketing (in cui fa rientrare il viral e il buzz marketing) definendolo come “Uno sforzo compiuto da un’organizzazione di influenzare il modo in cui i consumatori creano e/o distribuiscono informazione rilevante dal punto di vista del marketing ad altri consumatori”. In alternativa: “lo sforzo di un’organizzazione di incoraggiare, facilitare e amplificare la comunicazione rilevante dal punto di vista del marketing tra i consumatori”.

Nell’articolo viene inoltre riportata la lista, stilata dalla WOMMA, delle più comuni tipologie di WOM marketing:

Il Buzz Marketing essenzialmente utilizza intrattenimento o notizie di alto profilo per far parlare le persone della marca e seguendo un approccio di Viral Marketing, vengono creati messaggi divertenti o informativi che siano progettati per essere trasmessi in modalità esponenziale, spesso elettronicamente o per e-mail.

Attraverso il Community marketing ci si propone di formare o supportare comunità di nicchia che siano propense a condividere interessi riguardo a una marca (come user group, fan club e forum di discussione), mettendo a disposizione strumenti, contenuto e informazione per supportarle.

L’Evangelist marketing mira invece a coltivare “evangelisti”, sostenitori o volontari che siano stimolati a detenere un ruolo di leadership nel diffondere attivamente il messaggio per conto dell’azienda/marca.

Il Product seeding consiste nel collocare il prodotto giusto nelle mani giuste al momento giusto, fornendo informazione o campioni per influenzare gli individui.

Il Brand blogging consiste nella creazione di blog e nella partecipazione alla blogosfera, con uno spirito comunicativo aperto e trasparente, condividendo informazione di valore di cui la comunità dei blogger possa parlare.

L’Influencer marketing punta a identificare le comunità e gli opinion leader chiave che sono propensi a parlare dei prodotti e hanno l’abilità di influenzare le opinioni degli altri. Con la strategia che viene chiamata Influencer outreach basata sul coinvolgimento dei soggetti, si è in grado di amplificare e moltiplicare il potere di comunicazione delle aziende. Tramite i Referral program si creano strumenti che rendano possibile ai consumatori soddisfatti di indirizzare i loro amici. Essi conosciuti anche come “member get a member” o “invita un amico”, si basano sulla gratificazione ed incentivazione dei consumatori attuali per ottenere nuove adesioni ad un servizio o maggiori acquisti di un determinato bene.

Il Tryvertising (una combinazione dei termini “try” o “trial” e “advertising”) evoluzione del sampling e della prova prodotto, si basa sull’attenta identificazione di soggetti ai quali offrire una prova privilegiata di un prodotto prima della sua diffusione di massa. L’esclusività della situazione genera un grande senso di responsabilità verso il brand ed una notevole propensione al passaparola ed alla diffusione dell’innovazione.

L’Empowerd involvement consiste nel rendere il consumatore partecipe di scelte importanti riguardo ad un prodotto o servizio, come ad esempio scegliere il nome di un prodotto, lo spot da mandare in onda, il titolo di un film o scegliere in un reality show chi verrà eliminato o vincerà.

I Brand ambassador program consistono nello sfruttare una forte identificazione dei consumatori con i valori e i simboli rappresentati dal brand, al fine di renderli ambasciatori dello stesso. Si tratta ad esempio di fornire loro inviti speciali, consentire loro l’utilizzo di prodotti a serie limitata, invitarli nel backstage di un evento o facendo accedere loro a privilegi speciali sia per sé stessi che da condividere con i loro amici, dando ai brand ambassador (ambasciatori della marca) materiali che li possano aiutare a promuovere la marca.

Mica male dare ogni tanto un’occhiata a questa categorizzazione, alle volte le cose si incrociano ed è difficile identificare che genere di strategia è stata applicata.

Inoltre ora so sotto quale categoria salvare i miei articoli… ;-)

fonte Brand Forum


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